
Un’importante città del nord Iatlia ha avviato un programma sfidante di trasformazione digitale della città con un obiettivo chiaro: superare la frammentazione dei sistemi urbani e costruire una regia unica capace di governare sicurezza, mobilità e monitoraggio del territorio in modo coordinato. Il progetto è nato come partnership pubblico‑privata che coinvolge l’amministrazione comunale, il gestore del trasporto pubblico locale e A2A Smart City, chiamata a disegnare e realizzare le infrastrutture digitali abilitanti. Alla base c’era la consapevolezza che telecamere, sensori, reti e piattaforme già presenti in città rappresentassero un patrimonio importante, ma ancora usato solo in parte perché gestito per silos, da soggetti diversi e con logiche operative non integrate.
Un contesto complesso e frammentato
Come in molte grandi città, negli anni il comune aveva accumulato una molteplicità di impianti e sistemi: reti di videosorveglianza nate per progetti specifici, sistemi di monitoraggio del traffico e dei parcheggi, impianti di illuminazione intelligenti, sensori ambientali, infrastrutture del trasporto pubblico gestite dal TPL. Ogni ambito aveva sviluppato le proprie soluzioni tecnologiche, spesso con piattaforme di supervisione dedicate e procedure operative separate. Questo approccio aveva consentito di attivare molti servizi, ma rendeva difficile avere una vista unificata sulla città e coordinare gli interventi in modo rapido, soprattutto in situazioni complesse o di emergenza. La sfida era trasformare un mosaico eterogeneo di sistemi in un ecosistema coerente, in cui campo, rete e piattaforme dialogassero tra loro.
La sfida: una visione unica della città, decisioni rapide e data‑driven
L’amministrazione e i partner hanno definito fin dall’inizio pochi obiettivi molto concreti. In primo luogo, superare la frammentazione degli impianti e delle responsabilità operative, passando da tanti “centri di controllo” verticali a una regia unica capace di mettere a terra decisioni coordinate. In secondo luogo, migliorare la sicurezza e il controllo del territorio, potendo contare su informazioni aggiornate e integrate provenienti da videosorveglianza, mobilità e sensori urbani. Infine, abilitare decisioni rapide e basate sui dati, riducendo il ricorso a segnalazioni informali o a ricostruzioni manuali e potendo misurare in modo oggettivo l’efficacia delle azioni intraprese. Tutto questo richiedeva un lavoro profondo sulle infrastrutture di rete, sui sistemi di campo e sulle piattaforme di gestione.
La soluzione: un’infrastruttura digitale integrata dal campo alla control room
A2A Smart City ha progettato e realizzato un’infrastruttura digitale integrata che connette in modo coerente campo, rete e piattaforme. Il primo passo è stato infrastrutturare la rete a servizio della nuova control room, combinando dorsali in fibra ottica, reti IoT e reti radiomobili professionali per garantire connettività affidabile a impianti e dispositivi distribuiti sul territorio. In parallelo sono stati installati e integrati sistemi di campo per sicurezza, mobilità e monitoraggio urbano: impianti di videosorveglianza, colonnine SOS, sensori, access point Wi‑Fi, dispositivi mobili come bodycam e sistemi su mezzi e droni.
Su questa base fisica sono state implementate piattaforme di asset, field e network management, pensate per offrire una gestione centralizzata delle infrastrutture: dalla configurazione degli apparati all’inventario, dalla manutenzione preventiva al monitoraggio in tempo reale di stato e prestazioni. A completare l’architettura, sistemi di videoanalisi e intelligenza artificiale permettono di passare dalla semplice visualizzazione dei flussi video a un monitoraggio proattivo, capace di generare allarmi strutturati e supportare la prevenzione.
Il risultato è un unico ambiente operativo in cui convergono informazioni e comandi, e in cui operatori di comune, TPL e altri soggetti coinvolti possono collaborare su una base dati condivisa.
Obiettivi raggiunti
Il progetto ha permesso di raggiungere una serie di risultati concreti:
vSuperare la frammentazione dei sistemi urbani, integrando in un’unica piattaforma impianti e tecnologie prima gestiti in modo separato.
vMigliorare la sicurezza e il controllo del territorio, grazie a una vista più completa e aggiornata sugli eventi e sui flussi urbani.
vAbilitare decisioni rapide e data‑driven, riducendo i tempi di reazione e supportando la pianificazione con indicatori oggettivi.
vIntegrare mobilità, sicurezza e gestione urbana, mettendo in relazione dati e allarmi provenienti da ambiti diversi.
vOttimizzare il coordinamento tra operatori e servizi, grazie a procedure condivise e a una control room che diventa punto di convergenza delle informazioni.
I numeri del progetto
La portata dell’intervento emerge chiaramente dai numeri:
Oltre 7.500 impianti di videosorveglianza integrati nel sistema.
Più di 2.500 telecamere e colonnine SOS gestite dalla nuova regia.
Oltre 500 punti Wi‑Fi pubblici monitorati e gestiti centralmente.
Più di 1.700 interventi tra nuove installazioni e attività di revamping sugli impianti esistenti.
Introduzione di nuovi dispositivi avanzati, tra cui bodycam, droni e sistemi mobili per il campo.
Tutti questi elementi convergono in una gestione centralizzata che offre una visione unificata della città in tempo reale, permettendo alla control room di avere sotto controllo migliaia di dispositivi e di orchestrare interventi coordinati sul territorio.
Verso un modello scalabile di città integrata
L’esperienza di questo grande comune metropolitano dimostra che l’integrazione tra infrastrutture fisiche, reti digitali e piattaforme di gestione non è solo un esercizio tecnologico, ma una leva concreta per migliorare il governo del territorio. La stessa architettura può essere estesa nel tempo a nuovi servizi – dall’illuminazione intelligente alla gestione energetica, dalla mobilità elettrica alla sensoristica ambientale – mantenendo la regia unica come punto fermo. Per altre città che guardano alla smart city non come a un insieme di progetti isolati, ma come a un percorso di trasformazione strutturale, questo caso offre un modello replicabile: partire dall’integrazione di ciò che già esiste, costruire una dorsale digitale solida e usare dati e piattaforme condivise per prendere decisioni migliori, ogni giorno.
